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Biotina e cancro: un integratore che può interferire con le cure

Biotina e cancro: attenzione agli integratori durante le cure

Molti pazienti oncologici assumono integratori di biotina (vitamina B7 o B8) nella speranza di contrastare la caduta di capelli indotta dalla chemioterapia. Ma un nuovo allarme lanciato da esperti internazionali, ripreso da ScienceDaily, mette in guardia: la biotina potrebbe fare più male che bene.

Pochi benefici, rischi concreti

Nonostante sia ampiamente pubblicizzata per rafforzare capelli e unghie, non ci sono prove scientifiche solide che la biotina aiuti contro l’alopecia da chemioterapia. L’AIFA ricorda che l’automedicazione con integratori durante i trattamenti oncologici va sempre discussa con il medico.

Come la biotina può alterare gli esami del sangue

Il pericolo principale riguarda le interferenze con i test di laboratorio. La biotina può falsare i risultati di esami cruciali, come quelli per i marcatori tumorali (es. T3, T4, TSH, troponina). Questo potrebbe mascherare una recidiva o ritardare decisioni terapeutiche. L’Istituto Superiore di Sanità e l’Epicentro hanno più volte segnalato l’importanza di informare il personale sanitario su qualsiasi integratore assunto.

Cosa dice il Ministero della Salute

Il Ministero della Salute raccomanda di non assumere integratori di biotina a dosi elevate (sopra i 30 µg al giorno) senza controllo medico, specialmente in caso di terapie oncologiche o malattie croniche. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea la necessità di una maggiore consapevolezza sui rischi delle interazioni tra integratori e farmaci.

Raccomandazioni pratiche per i pazienti

Fonti e approfondimenti

⚠️ Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico. Contenuto elaborato con intelligenza artificiale da fonti internazionali verificate.

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