Melanoma: scoperto l’interruttore HOXD13 che alimenta il tumore

La proteina HOXD13 aiuta il melanoma a crescere ed eludere il sistema immunitario. Bloccarla riduce i tumori e riattiva le difese, aprendo a nuove terapie.

Scoperta la proteina HOXD13, un “interruttore maestro” che aiuta il melanoma a crescere e a sfuggire al sistema immunitario. Bloccarla potrebbe aprire la strada a nuove terapie combinate.

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Cellule immunitarie potenziate per combattere il cancro in modo più efficace

Nuova ricerca potenzia le cellule immunitarie contro i tumori. Scopri come una soppressione temporanea le rende più aggressive e precise, aprendo a terapie più sicure.

Nuova scoperta scientifica: potenziare le cellule immunitarie con componenti specifici e una breve soppressione controllata le rende più aggressive e precise contro i tumori, aprendo la strada a immunoterapie di nuova generazione più efficaci e sicure.

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Cellule “zombie” nel fegato: rimuoverle inverte i danni

Scopri come cellule immunitarie senescenti guidano l'invecchiamento e la steatosi epatica. La ricerca sui topi apre nuove strade terapeutiche.

La rimozione di cellule immunitarie senescenti, o “zombie”, ha invertito i danni al fegato in topi di laboratorio. Una scoperta che punta i riflettori sull’infiammazione come motore di invecchiamento e steatosi epatica.

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Virus Epstein-Barr: scoperto un anticorpo che blocca l’infezione

Ricerca italiana scopre un anticorpo che blocca il virus Epstein-Barr, infezione comune legata ad alcuni tumori. Un passo verso nuove terapie.

Una ricerca internazionale ha sviluppato un anticorpo in grado di bloccare l’ingresso del virus Epstein-Barr nelle cellule immunitarie, prevenendo l’infezione in modelli sperimentali. Un passo avanti verso future terapie.

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Perdita olfatto può segnalare Alzheimer anni prima dei sintomi

La perdita dell'olfatto potrebbe essere un segnale precoce dell'Alzheimer. Scopri come le cellule immunitarie cerebrali danneggiano i nervi olfattivi anni prima del declino cognitivo.

La perdita dell’olfatto potrebbe essere un segnale precoce dell’Alzheimer, che compare anni prima dei problemi di memoria. Scopri il nuovo meccanismo scoperto dalla ricerca e le implicazioni per la diagnosi.

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