Multivitaminico quotidiano: rallenta l’invecchiamento?

Uno studio clinico mostra che l'assunzione quotidiana di un multivitaminico potrebbe rallentare l'invecchiamento biologico. Ecco i dettagli della ricerca e il parere degli esperti italiani.

Un nuovo studio clinico suggerisce che prendere un multivitaminico ogni giorno potrebbe aiutare a rallentare l’invecchiamento biologico. I risultati, pubblicati su una rivista scientifica e ripresi da ScienceDaily, arrivano da un’analisi condotta su un ampio gruppo di adulti over 65. Dopo due anni di supplementazione, i partecipanti hanno mostrato un rallentamento in diversi “orologi epigenetici” basati sul DNA, con un effetto equivalente a circa quattro mesi in meno di invecchiamento biologico.

Cosa dice lo studio sull’invecchiamento biologico

La ricerca ha coinvolto oltre 1.000 partecipanti, parte del più ampio studio COSMOS (COcoa Supplement and Multivitamin Outcomes Study). Gli scienziati hanno analizzato il DNA dei volontari per misurare i cambiamenti epigenetici, ovvero quelle modifiche chimiche che influenzano l’attività dei geni senza alterarne la sequenza. Questi cambiamenti vengono spesso utilizzati come “orologi” per stimare l’età biologica di una persona, che può differire da quella anagrafica.

I risultati indicano che, in media, chi assumeva un multivitaminico aveva un’età biologica più giovane di circa quattro mesi rispetto a chi prendeva un placebo. L’effetto era ancora più marcato nei partecipanti che all’inizio dello studio apparivano biologicamente più vecchi della loro età effettiva. Secondo gli autori, questo suggerisce che un’integrazione semplice e poco costosa potrebbe contribuire a un invecchiamento più sano, specialmente per chi ha un profilo di fragilità maggiore.

Il ruolo degli integratori: parliamone con chiarezza

È importante sottolineare che lo studio non dimostra che un multivitaminico possa invertire l’invecchiamento, ma piuttosto che potrebbe rallentare alcuni dei suoi meccanismi molecolari. AIFA ricorda che gli integratori non sono farmaci e non vanno usati per prevenire o curare malattie senza indicazione medica. In Italia, il Ministero della Salute raccomanda un approccio equilibrato: una dieta varia e ricca di nutrienti rimane la base per un buono stato di salute.

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS), attraverso il portale Epicentro, sottolinea l’importanza di stili di vita sani, che includono alimentazione corretta, attività fisica e non fumo, come pilastri per un invecchiamento attivo. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) promuove strategie globali per la salute degli anziani, basate su prevenzione e cure integrate.

Perché gli “orologi epigenetici” sono importanti

Gli orologi epigenetici sono strumenti che misurano i cambiamenti nell’espressione genica legati all’età. Possono essere influenzati da fattori ambientali, stress, alimentazione e, appunto, integratori. Sebbene i risultati siano promettenti, gli esperti invitano alla cautela: l’effetto di quattro mesi è statisticamente significativo ma clinicamente modesto. Servono ulteriori studi per capire se questo rallentamento si traduca in una riduzione effettiva del rischio di malattie croniche come quelle cardiovascolari o neurodegenerative.

In Italia, la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria monitora con attenzione questi sviluppi. La ricerca sull’invecchiamento è in continua evoluzione, e studi come questo aprono la strada a nuove possibilità, ma non devono far dimenticare che non esistono “pillole magiche”.

Come interpretare questi risultati nella vita quotidiana

Per la persona comune, la notizia non significa che bisogna correre in farmacia a comprare un multivitaminico. Piuttosto, lo studio rafforza l’idea che la nutrizione e lo stato nutrizionale giocano un ruolo chiave nell’invecchiamento. Alcune vitamine e minerali (come le vitamine del gruppo B, la vitamina D e lo zinco) sono già noti per il loro ruolo nel mantenimento della salute cellulare.

Chi volesse approfondire, può consultare la banca dati AIFA per informazioni sui singoli integratori. In ogni caso, prima di iniziare una supplementazione, è sempre consigliabile parlarne con il proprio medico o farmacista, soprattutto in presenza di patologie o terapie in corso.

Fonti e approfondimenti

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