Un nuovo studio pubblicato su una rivista scientifica internazionale ha scoperto un effetto inaspettato della melatonina: potrebbe aiutare a riparare i danni al DNA nei lavoratori dei turni notturni. Secondo i ricercatori, l’integrazione di melatonina potrebbe contrastare parte del danno genetico causato dal lavoro durante la notte, riducendo così i rischi per la salute a lungo termine legati all’alterazione del ritmo circadiano.
Il contesto: rischi del lavoro notturno per la salute
Lavorare di notte è già stato associato, in passato, a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari, metaboliche e oncologiche. L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l’AIFA hanno più volte sottolineato come l’esposizione cronica alla luce artificiale durante le ore notturne possa alterare la produzione di melatonina, l’ormone che regola il sonno e contribuisce alla protezione cellulare.
Lo studio: melatonina e riparazione del DNA
Il nuovo studio, condotto su un campione di volontari sani sottoposti a simulazione di turni notturni, ha misurato i livelli di danno al DNA e la capacità di riparazione cellulare. I partecipanti che hanno assunto integratori di melatonina hanno mostrato:
- Una maggiore attivazione dei meccanismi di riparazione del DNA, in particolare della via di base excision repair (BER);
- Una riduzione significativa dei marcatori di danno ossidativo al DNA, come l’8-oxo-dG;
- Un miglioramento del profilo epigenetico, con una minore metilazione aberrante del DNA, spesso associata all’invecchiamento cellulare e al cancro.
I ricercatori hanno sottolineato che i risultati sono preliminari e necessitano di conferme su popolazioni più ampie, ma aprono la strada a una strategia semplice ed economica per proteggere la salute dei lavoratori notturni.
Cosa dicono le autorità sanitarie italiane
In Italia, l’AIFA ricorda che la melatonina è classificata come integratore alimentare per il trattamento del jet lag e dei disturbi del sonno lievi, ma non è approvata per la prevenzione di danni genetici. L’ISS, attraverso il portale Epicentro, ha pubblicato linee guida per la gestione dei turni notturni, consigliando di limitare l’esposizione alla luce blu e di adottare una corretta igiene del sonno, ma senza raccomandare l’uso della melatonina come farmaco preventivo.
Attenzione: non è un “farmaco” anti-cancro
Gli autori dello studio mettono in guardia dal considerare la melatonina un rimedio miracoloso. “Non stiamo dicendo che prendere la melatonina possa eliminare il rischio di cancro legato ai turni notturni”, ha dichiarato il primo autore. “Ma potrebbe aiutare a mitigare uno dei meccanismi coinvolti”. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) classifica il lavoro notturno come probabile cancerogeno (Gruppo 2A), sottolineando che qualsiasi intervento deve essere accompagnato da misure organizzative e di prevenzione.
Fonti e approfondimenti
- Fonte originale dell’articolo – ScienceDaily
- AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco
- ISS – Istituto Superiore di Sanità
- Epicentro – ISS
- OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità
- DNA – Wikipedia
- Melatonina – Wikipedia
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