Nuova scoperta sulla diffusione del Parkinson
Un team internazionale di ricercatori ha identificato una proteina finora poco conosciuta, chiamata GPNMB, che sembra giocare un ruolo chiave nella diffusione del morbo di Parkinson nel cervello. Lo studio, pubblicato su una rivista scientifica di alto profilo, apre la strada a potenziali trattamenti in grado di rallentare o fermare la progressione della malattia.
Il meccanismo a catena della neurodegenerazione
I ricercatori hanno scoperto che, in risposta ai danni dei neuroni, alcune cellule del sistema immunitario presenti nel cervello rilasciano la proteina GPNMB. Questa proteina, a sua volta, innesca un circolo vizioso: favorisce l’aggregazione della alfa-sinucleina (la proteina tossica tipica del Parkinson) e ne facilita il passaggio da una cellula nervosa all’altra. Il risultato è un’accelerazione della degenerazione cerebrale.
Secondo gli esperti, il meccanismo è simile a una reazione a catena: più neuroni muoiono, più cellule immunitarie rilasciano GPNMB, più la patologia si diffonde. Come sottolineato dall’Istituto Superiore di Sanità, il Parkinson colpisce circa 300.000 persone in Italia e la ricerca di terapie in grado di modificarne il decorso è una priorità assoluta.
Anticorpi che bloccano la proteina GPNMB
Nella fase sperimentale, il team ha testato anticorpi monoclonali in grado di legarsi selettivamente alla GPNMB, impedendole di interagire con le cellule vicine. In laboratorio, il trattamento ha bloccato quasi completamente il trasferimento della tossicità tra neuroni. “Abbiamo interrotto il ciclo di diffusione”, hanno dichiarato i ricercatori.
Sebbene si tratti ancora di studi preclinici, il risultato è promettente. L’AIFA monitora costantemente l’evoluzione delle terapie per le malattie neurodegenerative, e l’approccio con anticorpi anti-GPNMB potrebbe rappresentare una nuova classe di farmaci ‘disease-modifying’ per il Parkinson.
Prospettive future per la ricerca italiana
La comunità scientifica italiana, attraverso l’ISS e il Ministero della Salute, segue con attenzione questi sviluppi. Il portale Epicentro ricorda che le malattie neurodegenerative rappresentano una delle sfide sanitarie più impegnative per il futuro, con un impatto crescente sulla popolazione anziana.
Prossimi passi: verificare l’efficacia e la sicurezza degli anticorpi anti-GPNMB in modelli animali più complessi e, successivamente, in trials clinici sull’uomo. Se confermati, questi anticorpi potrebbero diventare un farmaco innovativo per rallentare la progressione del morbo di Parkinson.
Fonti e approfondimenti
- Articolo originale su ScienceDaily
- AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco
- Istituto Superiore di Sanità
- Ministero della Salute
- Epicentro – ISS
- Malattia di Parkinson – Wikipedia
- Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
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