Un nuovo studio del Massachusetts Institute of Technology (MIT) – pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine e ripreso da ScienceDaily – lancia un allarme importante per la salute pubblica: il N-nitrosodimetilammina (NDMA), un contaminante ambientale comune, potrebbe rappresentare un rischio cancerogeno molto più elevato per i bambini che per gli adulti. I risultati, ottenuti su modelli murini, mostrano che i cuccioli esposti alla sostanza sviluppano danni al DNA e tumori in modo significativamente maggiore rispetto agli animali adulti, a parità di esposizione iniziale.
Cos’è l’NDMA e dove si trova?
L’NDMA è una nitrosammina classificata dall’OMS come probabile cancerogeno per l’uomo. Si forma come sottoprodotto di alcuni processi industriali e può contaminare l’acqua potabile, ma si trova anche in farmaci (ad esempio alcuni medicinali per il bruciore di stomaco, come la ranitidina, ritirati dal mercato) e in alimenti trasformati come carni conservate, birra e pesce affumicato. In Italia, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) monitorano costantemente i livelli di NDMA nell’ambiente e nei prodotti farmaceutici.
Lo studio del MIT: cosa hanno scoperto i ricercatori?
Il team guidato dal professor William P. F. R. L. … ha esposto topi giovani (equivalenti a bambini umani in fase di sviluppo) e topi adulti alla stessa dose di NDMA, simulando l’esposizione umana attraverso acqua contaminata. I risultati sono stati netti:
- I topi giovani hanno sviluppato danni al DNA nel fegato e in altri tessuti da 5 a 10 volte superiori rispetto agli adulti.
- Nel lungo periodo, l’incidenza di tumori epatici era drammaticamente più alta nei giovani.
- Il motivo chiave: nei bambini le cellule si dividono molto più rapidamente; il danno al DNA, se non riparato, si trasforma in mutazioni stabili con maggiore facilità.
“La differenza non sta nella quantità di esposizione, ma nella biologia dello sviluppo: un DNA lesionato in una cellula che si divide velocemente ha molte più probabilità di diventare un cancro”, ha spiegato il ricercatore capo.
Quali implicazioni per la salute pubblica in Italia?
Secondo i dati dell’Epicentro, la sorveglianza dell’ISS, in Italia l’esposizione a contaminanti ambientali come l’NDMA è monitorata nell’ambito del Piano Nazionale Sicurezza delle Acque (previsto dal D.Lgs. 18/2023) e del Registro Tumori. Il Ministero della Salute ha emanato linee guida per la gestione dei rischi da nitrosammine, in particolare per i farmaci. Tuttavia, lo studio del MIT suggerisce che le soglie di sicurezza attuali potrebbero non proteggere adeguatamente i bambini, che assorbono più acqua in proporzione al peso corporeo e hanno un metabolismo più rapido.
Cosa fare per ridurre l’esposizione nei bambini?
In attesa di revisioni normative, gli esperti consigliano:
- Utilizzare filtri per l’acqua potabile certificati per la rimozione di nitrosammine (carbone attivo o osmosi inversa).
- Limitare il consumo di alimenti processati ricchi di nitriti e nitrati (salumi, carni conservate).
- Controllare i farmaci pediatrici con il foglietto illustrativo; in caso di dubbi, rivolgersi al pediatra o consultare le banche dati di AIFA.
- Ventilare bene gli ambienti domestici, poiché l’NDMA può formarsi anche durante la cottura ad alte temperature.
Il ruolo delle autorità sanitarie
L’ISS ha avviato un monitoraggio rafforzato delle nitrosammine nelle acque potabili italiane, mentre l’AIFA ha già imposto limiti stringenti per i farmaci contenenti principi attivi a rischio (come la ranitidina, ora ritirata, e alcuni sartani per la pressione). Il Ministero della Salute ha aggiornato le linee guida per la prevenzione dei tumori infantili, includendo la riduzione dell’esposizione ai cancerogeni ambientali.
Focus: perché i bambini sono più a rischio?
Il meccanismo biologico alla base della maggiore vulnerabilità infantile è la rapida proliferazione cellulare. Durante la crescita, le cellule si dividono continuamente per formare tessuti e organi. Se una cellula subisce un danno al DNA (ad esempio una mutazione indotta da NDMA), e si replica prima che il danno venga riparato, la mutazione viene “fissata” e trasmessa alle cellule figlie. Negli adulti, la minore frequenza di divisione cellulare lascia più tempo ai sistemi di riparazione del DNA di intervenire. Inoltre, i bambini hanno un rapporto superficie/peso corporeo maggiore e un metabolismo epatico immaturo, che può rendere più lenta l’eliminazione della sostanza tossica.
Fonti e approfondimenti
- Articolo originale ScienceDaily: “MIT study finds children more vulnerable to cancer-causing chemical in water”
- Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)
- Istituto Superiore di Sanità (ISS)
- Ministero della Salute
- Epicentro – ISS
- Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
- Wikipedia – NDMA (N-nitrosodimetilammina)
- Wikipedia – Cancro del fegato
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