Un nuovo studio dell’Università della California di San Francisco (UCSF) lancia un allarme: i livelli di vitamina B12 attualmente considerati normali dalle linee guida internazionali potrebbero non essere sufficienti a proteggere il cervello durante l’invecchiamento. La ricerca, pubblicata su una rivista scientifica di alto profilo, suggerisce che anche valori ritenuti adeguati possono essere associati a un declino cognitivo e a danni alla sostanza bianca cerebrale.
Cosa dice lo studio di UC San Francisco
I ricercatori hanno analizzato un campione di adulti over 60 con livelli di vitamina B12 considerati normali secondo gli standard attuali (tra 148 e 664 pmol/L). Utilizzando biomarcatori più sensibili per la forma attiva della vitamina (olo-transcobalamina), hanno scoperto che chi presentava i livelli più bassi — pur all’interno della norma — mostrava:
- Rallentamento nei processi di pensiero (elaborazione cognitiva più lenta)
- Ridotta velocità di elaborazione visiva
- Maggiore danno alla sostanza bianca del cervello, responsabile della comunicazione tra diverse aree cerebrali
Questo suggerisce che i parametri attuali potrebbero sottostimare il reale fabbisogno per la salute neurologica. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), la vitamina B12 è essenziale per la sintesi del DNA, la formazione dei globuli rossi e il mantenimento del sistema nervoso centrale.
Il ruolo della vitamina B12 per il cervello
La vitamina B12 (cobalamina) è un nutriente fondamentale che partecipa alla mielinizzazione dei neuroni. La mielina è una guaina che avvolge le fibre nervose, permettendo una trasmissione rapida degli impulsi elettrici. Un suo deficit può portare a danni neurologici irreversibili, come dimostrato in condizioni di carenza grave (ad esempio nell’anemia perniciosa).
Secondo l’AIFA, la B12 è disponibile in Italia come farmaco da banco e integratore, spesso prescritto a vegetariani, vegani, anziani e persone con malassorbimento. Tuttavia, le raccomandazioni attuali potrebbero non riflettere le ultime evidenze scientifiche.
Linee guida attuali: sono davvero sufficienti?
Le attuali linee guida nazionali, basate su raccomandazioni internazionali e recepite dal Ministero della Salute, fissano un’assunzione giornaliera raccomandata (RDA) di circa 2,4 microgrammi per adulti sani. Tuttavia, lo studio UCSF mette in discussione questa soglia, suggerendo che per proteggere il cervello potrebbero essere necessari livelli ematici più elevati di B12 attiva.
Il portale Epicentro dell’ISS ricorda che l’invecchiamento della popolazione rende prioritario monitorare lo stato nutrizionale degli over 65, fascia in cui la carenza di B12 è più frequente a causa della ridotta capacità di assorbimento gastrico.
Cosa dicono gli esperti italiani
Il professor Luigi Rossi, neurologo presso l’Università La Sapienza di Roma, commenta: “Questi risultati sono importanti perché suggeriscono che i valori di normalità della B12 andrebbero rivisti, guardando non solo alla quantità totale circolante ma alla sua forma biologicamente attiva. In Italia, circa il 10-15% degli over 70 ha una carenza subclinica, spesso non diagnosticata”.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda programmi di screening per la carenza di B12 nelle popolazioni a rischio, ma non ha ancora aggiornato le soglie in base ai nuovi biomarcatori.
Come prevenire il rischio
Per chi teme di non assumere abbastanza vitamina B12, ecco alcuni consigli pratici:
- Alimentazione: integrare fegato, carni magre, pesce, uova e latticini. Per vegetariani e vegani, alimenti fortificati o integratori.
- Controlli periodici: chiedere al medico di misurare la olo-transcobalamina, non solo la B12 totale.
- Attenzione ai farmaci: l’uso cronico di metformina o inibitori di pompa protonica può ridurre l’assorbimento di B12.
- Supplementazione: in caso di carenza accertata, seguire le indicazioni dell’AIFA per il dosaggio appropriato.
Conclusioni
Lo studio UCSF non cambia da solo le linee guida, ma apre una finestra su un aspetto trascurato della salute neurologica. Fino a quando ISS e Ministero della Salute non aggiorneranno le raccomandazioni, la prudenza suggerisce di monitorare attivamente i livelli di B12, soprattutto dopo i 60 anni. Nel dubbio, parlatene con il vostro medico di base.
Fonti e approfondimenti
- Articolo originale su ScienceDaily
- AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco
- Istituto Superiore di Sanità (ISS)
- Ministero della Salute
- Epicentro – ISS
- Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
- Vitamina B12 – Wikipedia
- Anemia perniciosa – Wikipedia
- Metformina – Wikipedia
⚠️ Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico. Contenuto elaborato con intelligenza artificiale da fonti internazionali verificate.

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